Tribunale di Napoli, 18.04.2012

In merito all'imputazione per il reato di bancarotta fraudolenta, per aver i prevenuti, in concorso tra loro, nelle rispettive qualità di amministratori delegato nonché socio di controllo l'uno ed amministratore delegato e commercialista depositario delle scritture contabili della fallita l'altro, distratto, occultato, dissimulato, distrutto e dissipato i beni della società fallita, determinando un passivo di oltre trenta milioni di euro ed appropriandosi di somme di denaro dovute all'Erario ed agli enti previdenziali ed assistenziali per onere contributivi dei contribuenti, può ammettersi la richiesta di patteggiamento formulata ai sensi dell'art. 444 c.p.p. L'insussistenza di elementi per una declaratoria a norma dell'art. 129 c.p.p., la corretta qualificazione giuridica della condotte, il corretto calcolo della pena e la congruità di essa rispetto alla gravità della condotta, rappresentano elementi positivamente valutabili ai fini dell'accoglimento della richiesta di patteggiamento.



 

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