Tribunale di L'Aquila, 21.04.2012

La responsabilità ex art. 2051 c.c. si fonda non su di una presunzione iuris tantum di colpa, bensì sull'accollo al custode dei rischi dei danni-non riconducibili al caso fortuito, quindi su un criterio di responsabilità oggettiva dipendente dal rapporto eziologico secondo il criterio della causalità adeguata, per cui è vero che la cosa che ha cagionato il danno deve essere soggetta alla signoria ed al conseguente potere-dovere di controllo del custode; ma è anche vero che la causa efficiente sopravvenuta che abbia i requisiti del caso fortuito, cioè la eccezionalità e l'oggettiva imprevedibilità, e sia idonea, da sola, a causare l'evento, recide il nesso eziologico tra quest'ultimo e l'attività pericolosa, producendo effetti liberatori, e ciò anche quando sia attribuibile al fatto del danneggiato stesso o di un terzo, fatto assimilabile al fortuito.



 

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