Tribunale di Perugia, Sez. lavoro, 21.04.2012

Il disposto di cui all'art. 1750 c.c., nella parte in cui fissa il termine minimo del preavviso di recesso del preponente dal rapporto di agenzia, ha, sia per il suo inequivocabile tenore letterale, sia per la ratio di protezione del soggetto comunque contrattualmente più debole, carattere inderogabile in pejus per l'agente. Ciò detto è, dunque, nulla e sostituita dal precetto imperativo la clausola del mandato individuale per mezzo della quale il preavviso, in caso di interruzione del rapporto, sia convenuto in misura inferiore a quella legislativamente imposta. Consegue, in circostanze siffatte, il diritto dell'agente alla percezione di una somma pari a tre mensilità dei compensi provvisionali percepiti nell'anno antecedente quello in cui ha illegittimamente avuto luogo il recesso del preponente.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive