Tribunale di Trento, 26.04.2012

Il reato di cui agli artt. 483 c.p. e 46 e 76, D.P.R. n. 445 del 2000 non può ritenersi integrato dalla condotta dello straniero che, seppure destinatario di una condanna con decreto penale, una condanna a pena sospesa ed una sentenza di patteggiamento, dichiari, dopo essersi recato al Tribunale ed aver ivi richiesto un certificato attestante l'assenza di pendenze penali, di non aver riportato condanne nella redazione e successiva presentazione della richiesta finalizzata ad ottenere la cittadinanza. Nella descritta ipotesi, invero, deve ritenersi insussistente l'elemento soggettivo del reato contestato ove si consideri che il prevenuto è di nazionalità straniera e che gli atti giudiziari presentavano elementi da cui egli poteva desumere la irrilevanza delle condanne a suo carico come precedente giudiziario, avvalorato il tutto dalla certificazione negativa rilasciata dal Tribunale.



 

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