Tribunale di Roma, Sez. II, 26.04.2012

Il D.Lgs. n. 257 del 1991, nel recepire in ritardo le direttive comunitarie n. 75/362/CE e n. 82/76/CE, e dunque il riconoscimento ai medici specializzandi dell'indennità prevista dalla normativa comunitaria sin dall'anno 1983, ha creato una disparità tra il periodo antecedente all'anno 1991 (di entrata in vigore della normativa interna) e quello successivo. Il legislatore italiano, invero, seppure ha provveduto all'attuazione della normativa comunitaria, stabilendo a favore dei medici suddetti un diritto alla indennità, ciò ha fatto con ritardo, escludendo quel beneficio in favore dei medici ammessi alla specializzazione prima dell'anno 1991. Posto, dunque, che dalla direttiva comunitaria sarebbe derivato al medico, iscritto alla specializzazione prima del 1991, un diritto alla indennità, il ritardo con cui la norma interna ha recepito la direttiva comunitaria costituisce violazione di quel diritto, dovendo escludersi che nonostante la legge sia del 1991 possa, per via interpretativa intendersi come se avesse introdotto il diritto alla retribuzione anche per le specializzazioni ultimate prima di quell'anno, e dunque prima della entrata in vigore. Ciò comporta la necessità di ammettere che la condotta dello Stato, ritardando l'attuazione della direttiva, ha escluso i medici specializzati prima del 1991 dal diritto alla retribuzione, i quali, pertanto, non possono domandare l'adempimento, poiché prima di quell'anno non vi era obbligo di retribuirli, ma possono domandare il risarcimento per via del fatto che il legislatore, recependo la direttiva in ritardo, ha finito con l'escluderli dal novero degli aventi diritto.



 

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