Tribunale di Ferrara, 30.04.2012

I membri del C.d.A. privi di deleghe esecutive e/o specifiche competenze in materia prevenzionistica non possono essere chiamati a rispondere, a differenza dell'amministratore delegato, del reato di cui all'art. 437 c.p. e delle lesioni occorse ai lavoratori a causa dell'esposizione a CVM. In relazione a queste ultime, nell'accertamento del nesso causale tra l'esposizione all'agente tossico e l'evento malattia non è possibile ricorrere al c.d. principio di precauzione. E', infine, escluso il dolo del reato di cui all'art. 437 c.p., in presenza dell'effettivo impegno da parte del datore di lavoro a rendere progressivamente più sicuro l'ambiente di lavoro, prevenendo le situazioni di pericolo per gli operai, anche attraverso la promozione di studi sulle conseguenze delle possibili fonti di rischio nell'attività produttiva.



 

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