Tribunale di Ferrara, 02.05.2012

L'art. 113, ultimo comma, l.fall., secondo cui il giudice delegato stabilisce il modo con il quale devono essere trattenute e depositate le somme ricevute dalla procedura per effetto - tra le altre - delle sentenze di revocatoria fallimentare provvisoriamente esecutive e non passate in giudicato, non è applicabile alle procedure aperte anteriormente all'entrata in vigore della norma, in virtù di quanto stabilito dall'art. 150, D.Lgs. n. 5/2006; nell'ambito di tali procedure, la tutela del terzo si ottiene per un verso con il riconoscimento del diritto di insinuare al passivo un credito corrispondente all'importo versato, condizionatamente all'esito del giudizio di appello, per altro verso con la possibilità di opporsi, quale creditore ammesso, ai piani di riparto che dovessero violare le disposizioni contenute nell'art. 113, R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare), nella versione anteriormente vigente, in tema di accantonamenti di denaro da disporsi nelle ripartizioni parziali ai sensi dell'art. 110 R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare).



 

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