Tribunale di Mantova, Sez. II, 02.05.2012

In tema di responsabilità medica, qualora nessuna censura possa essere mossa al chirurgo per quanto attiene all'esecuzione dell'atto operatorio in se e per sé considerato, ed in particolare, qualora emerga che la lesione al paziente sia derivata dal posizionamento del paziente sul lettino operatorio e venga quindi prospettata una responsabilità del medico anestesista, va osservato che il posizionamento del paziente sul lettino operatorio, pur essendo materialmente predisposto dall'anestesista, non può definirsi operazione del tutto sottratta al controllo del medico chirurgo incaricato dell'intervento. A detta ipotesi dovrà quindi farsi applicazione del principio enunciato da Cass. Pen., 2 aprile 2010, n. 1963, secondo il quale, in caso di intervento operatorio ad opera di equipe chirurgica, e più in generale nelle ipotesi di cooperazione multidisciplinare nell'attività medico-chirurgica, ogni sanitario è tenuto ad osservare, oltre che il rispetto delle regole di diligenza e prudenza connesse alle specifiche e settoriali mansione svolte, gli obblighi ad ognuno derivanti dalla convergenza di tutte le attività verso il fine comune ed unico. Ogni sanitario non può, quindi, esimersi dal conoscere e valutare (nei limiti e nei termini in cui sia da lui conoscibile e valutabile) l'attività precedente e contestuale di altro collega e dal controllarne la correttezza, ponendo, ove necessario, rimedio ad errori altrui che siano evidenti e non settoriali ed emendabili con l'ausilio delle comuni conoscenze del professionista medico.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive