Tribunale di Milano, 03.05.2012

La ratio della causa di esenzione da revocatoria introdotta dall'art. 67, comma 3, lett. a) legge fallimentare, R.D. n. 267/1942, deve essere ricondotta alla necessità di tutelare l'interesse alla prosecuzione dell'attività d'impresa dell'accipiens, garantendogli la tranquillità derivante dal consolidamento dei pagamenti ricevuti nello svolgimento dell'attività imprenditoriale e nei termini d'uso (e quindi siano tali, oggettivamente, da non far sorgere sospetto alcuno in merito alla solvibilità del debitore). Tenuto conto di detta ratio, la locuzione "nei termini d'uso", contenuta nell'art. 67 co. 3 lett. a) legge fallimentare, deve ritenersi comprensiva sia della "qualità" e tipologia del pagamento (che deve risultare eseguito con un mezzo fisiologico ed ordinario), sia del dato cronologico (cioè del tempo del pagamento). Con la conseguenza che per l'operatività della causa di esenzione in discorso è necessario che il pagamento sia stato effettuato, oltre che con mezzi ordinari, nei tempi previsti dal regolamento negoziale accettato dalle parti.



 

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