Tribunale di Trento, 03.05.2012

L'azione di responsabilità della curatela fallimentare societaria nei confronti degli amministratori ex art. 2476 c. per asserita violazione delle norme statutarie ed il generale dovere di amministrare la società, ed in particolare per la modifica della deliberazione recante l'ammontare del compenso annuale, non si qualifica come controversia tra soci e società, avendo ad oggetto la responsabilità degli amministratori per inadempimento o atti illeciti compiuti nella gestione. La clausola compromissoria, presente in statuto della società poi fallita, che devolva alla competenza arbitrale qualsiasi controversia tra i soci e la società concernente diritti disponibili relativi al rapporto sociale, non opera, dunque, in relazione alla summenzionata azione di responsabilità, qualora carente, nella stessa disposizione statutaria, l'espressa previsione della sua applicazione anche per le azioni proposte da amministratori o nei loro confronti, senz'altro ammissibile a norma dell'art. 34, comma quarto, D.Lgs. n. 5 del 2003, quale la richiamata azione sociale di responsabilità; né la natura dell'azione e la sua connotazione soggettiva può mutare, sul lato passivo, per essere gli amministratori convenuti anche soci della società.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive