Tribunale di Padova, Sez. I, 04.05.2012

In ordine alla nullità del contratto per contrarietà a norme imperative in difetto di espressa previsione in tal senso, si rileva che, ove non altrimenti stabilito dalla legge, solo la violazione di norme inderogabili concernenti la validità del contratto implica la nullità del contratto; viceversa, la violazione di norme, anche esse imperative, riguardanti il comportamento dei contraenti può essere fonte di responsabilità. Di talché, in tema di intermediazione finanziaria, la violazione dei doveri di informazione del cliente e di corretta esecuzione delle operazioni che la legge pone a carico dei soggetti autorizzati alla prestazione dei servizi di investimento finanziario può dar luogo a responsabilità precontrattuale, con conseguenze risarcitorie, laddove tali violazioni avvengano nella fase antecedente o coincidente con la stipulazione del contratto di intermediazione destinato a regolare i successivi rapporti tra le parti. Sussiste la responsabilità contrattuale, invece, qualora le violazioni riguardino le operazioni di investimento o disinvestimento compiute in esecuzione del contratto quadro. Ciò premesso, deve escludersi che, in assenza di un'espressa previsione normativa, la violazione dei suddetti doveri di comportamento possa comportare, ai sensi dell'art. 1418, comma 1, c.c., la nullità del cd. contratto quadro o dei singoli atti negoziali posti in essere in base ad esso.



 

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