Tribunale di Trento, 05.05.2012

E' imputabile per il reato di truffa il prevenuto che con artifici e raggiri consistiti nell'indurre in errore l'acquirente sulla serietà della proposta di vendita on-line e sull'effettiva disponibilità di un telefono cellulare, si faceva versare da quest'ultimo il prezzo evidenziato, compreso le spese di spedizione, mediante ricarica PostePay senza poi inviare il telefono cellulare all'acquirente, cui faceva perdere le sue tracce, così procurandosi l'ingiusto profitto della somma incassata con pari danno per la sua vittima. La vendita di un bene per via telematica, secondo il consolidato orientamento della S.C., costituisce un mezzo per indurre in errore i potenziali acquirenti sulle effettive intenzioni truffaldine di chi offre in vendita beni senza alcuna intenzione di consegnarli; in tal modo si configura una vera e propria truffa e non un mero inadempimento civile.



 

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