Tribunale di Trento, 07.05.2012

Non è qualificabile come furto il reato commesso dal prevenuto che al fine di profitto, si sia impossessato delle chiavi d'ingresso dell'appartamento locato, accedendo all'interno dell'immobile, del conduttore insolvente, e ivi appropriandosi delle chiavi al fine di costringerlo a liberare il bene. Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 624 c.p., è necessario che l'agente agisca al fine di trarre profitto che può anche consistere in una qualsiasi utilità o vantaggio, anche non avente natura patrimoniale, per il soddisfacimento di un interesse anche psichico. Nel caso di specie, l'appropriazione del mazzo di chiavi corrisponde semplicemente all'intento dell'agente di rientrare in possesso dell'immobile occupato da inquilini inadempienti e sotto sfratto esecutivo, anticipando così il corso della giustizia. In conclusione, la mancanza di violenza alle persone o alle cose, attiene ad una fattispecie da ritenersi penalmente indifferente per difetto di tipicità.



 

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