Tribunale di Taranto, Sez. lavoro, 09.05.2012

L'art. 36 del D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165 (Testo unico pubblico impiego), nel riconoscere il ricorso al contratto a termine e ad altre forme negoziali flessibili nel rapporto di lavora pubblico, ha valorizzato il ruolo della contrattazione collettiva con l'attribuire alla stessa una più accentuata rilevanza rispetto al passato, ma nello stesso tempo ha rimarcato l'innegabile differenza esistente tra forme contrattuali nell'area del pubblico impiego seppure privatizzato ed in quella del lavoro privato. Ne consegue che la suddetta norma si configura come speciale in ragione di un proprio e specifico regime sanzionatorio, che, per escludere la conversione in un contratto a tempo indeterminato e con il risultare funzionalizzato a responsabilizzare la dirigenza pubblica nel rispetto delle norme imperative in materia nonchè a risarcire i danni che il lavoratore dimostri di avere subito per la violazione delle suddette norme, risulta alternativo a quello disciplinato dall'art. 5 del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, escludendone in ogni caso l'applicazione.



 

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