Tribunale di Lamezia Terme, 10.05.2012

Nel processo divorzile, il coniuge che ometta di notificare il provvedimento presidenziale reso all'udienza di comparizione delle parti dinanzi a lui, non incorre nella declaratoria di estinzione ex art. 307 c.p.c., configurandosi, in ragione della particolare natura del giudizio, una ipotesi di nullità da emendare ai sensi degli artt. 164, comma I, 291 c.p.c.. Al rito divorzile, infatti, non si applica l'art. 709 c.p.c. - che, appunto, prevede la necessità di assegnare al ricorrente un termine perentorio per la notifica del verbale di udienza al coniuge non comparso - ma l'art. 4, commi 9 e 10, della legge n. 898/1970 (Divorzio) (come novellati dalla legge 6 marzo 1987, n. 74 prima e poi dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv. con modifiche dalla legge 14 maggio 2005, n. 80), che non prevedono un termine perentorio per la notifica dell'ordinanza al coniuge non comparso, disponendo che quest'ultima debba avere luogo nel rispetto dei termini a comparire di cui all'art. 163-bis c.p.c. dimidiati (deve ritenersi, peraltro, che la scelta del legislatore sia stata voluta, in quanto l'art. 4, legge n. 898/1970, nella formulazione antecedente alla novella del 1987, prevedeva, al pari dell'art. 709 c.p.c., l'assegnazione di un termine perentorio per la notifica al coniuge non comparso del verbale dell'udienza presidenziale).



 

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