Tribunale di Bologna, 14.05.2012

Lo stato di ebbrezza del soggetto alla guida di un veicolo, determinante la configurabilità dell'ipotesi di reato di cui all'art. 186 Codice della Strada (D.Lgs. n. 285 del 1922) può essere desunto da qualsivoglia elemento idoneo allo scopo e, dunque, anche da elementi sintomatici, desumibili dalle condizioni del soggetto al momento del controllo, quali alito fortemente vinoso, occhi lucidi, tono di voce immotivatamente alto ed eccessiva loquacità. Quanto all'elemento soggettivo, la verifica in ordine alla sussistenza dello stesso deve essere rapportata alla commissione del reato e non anche alla causazione dello stato di ubriachezza, per cui deve ritenersi del tutto ragionevole ritenere che l'agente, nel momento in cui ha assunto bevande alcoliche, ha effettivamente previsto la successiva commissione del fatto di reato contestato, in quanto, in assenza di elementi in senso contrario, postosi alla guida del veicolo del tutto volontariamente.



 

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