Tribunale di Bari, Sez. III, 15.05.2012

L'art. 2051 c.c., ai sensi del quale ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, prevede una responsabilità presunta in capo al custode per i danni provocati dalla cosa che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito. Il fondamento della norma anzidetta deve essere, dunque, individuato nel dovere di custodia che grava sul soggetto (proprietario, usufruttuario, enfiteuta, conduttore) che, a qualsiasi titolo, ha un effettivo e non occasionale potere fisico sulla cosa in relazione all'obbligo di vigilare affinché la stessa non arrechi danni a terzi. Tale norma trova applicazione anche nel regime del condominio degli edifici dove l'ente, in veste di custode dei beni e dei servizi comuni, è obbligato ad adottare tutte le misure necessarie affinché le cose comuni non rechino pregiudizio ad alcuno, rispondendo conseguentemente dei danni da queste cagionati sia a terzi che agli stessi condomini. Pertanto il condominio può essere chiamato a rispondere in conseguenza di danni provocati da difettosità od omessa manutenzione della cosa comune, gravando infatti sull'ente, in qualità di custode, l'obbligo di mantenerla e conservarla in maniera tale da evitare la produzione di eventi dannosi.



 

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