Tribunale di Trento, 17.05.2012

Il premio di congedamento, istituto dall'art. 40 della L. n. 958 del 1986 in favore dei graduati e dei militari di truppa in ferma di leva prolungata all'atto del congedamento, trova la sua ratio nella opportunità di assicurare ai soggetti che si trovino per ragioni varie a lasciare il servizio nell'esercito dopo una ferma temporanea, senza aver maturato la pensione, una determinata somma, quale indennità di fine rapporto, al fine di alleviare il normale disagio derivante dalla perdita della retribuzione ed a consentire il reinserimento nella vita civile. Il premio suddetto, dunque, non è dovuto in favore dei soggetti che abbandonino il servizio militare per transitare senza soluzione di continuità in qualsiasi altra forma di impiego civile o militare, in quanto in circostanze siffatte non ricorre, all'evidenza, il necessario presupposto della perdita della retribuzione.



 

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