Tribunale di Roma, Sez. III, 17.05.2012

Nell'ambito di un procedimento di sequestro presso terzi il creditore procedente - che cita in giudizio la società fiduciaria per accertare che la quota di una partecipazione al capitale di una società di cui essa è titolare è invece di effettiva titolarità del debitore - di fronte all'obbligo di riservatezza addotto dalla fiduciaria, tanto in ordine alla identità dei clienti, quanto al contenuto del contratto di mandato, ha l'onere di dimostrare l'esistenza e il contenuto del pactum fiduciae in base al quale le parti del negozio fiduciario avrebbero regolato i loro rapporti. La prova dell'intestazione fiduciaria, integrando una ipotesi di interposizione reale, non incontra i limiti della simulazione previsti dall'art. 1417 cod. civ., non è soggetta ai requisiti di forma e può essere data con ogni mezzo compresa la prova testimoniale.



 

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