Tribunale di Ivrea, 22.05.2012

Integra il delitto di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, la condotta del prevenuto che nella sua qualità di amministratore della s.r.l., attesti falsamente, nell'istanza presentata per la partecipazione alla gara di appalto, di non aver commesso violazioni definitamente accertate, rispetto agli obblighi di pagamento delle imposte e tasse. La fattispecie incriminatrice di cui all'art. 483 c.p. prevede e punisce la condotta di chi attesti falsamente al P.U. in un atto pubblico, fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità. Nel caso di specie risultano integrati sia l'elemento oggettivo del reato che quello soggettivo avendo l'imputato falsamente attestato di non aver commesso violazioni rispetto agli obblighi di pagamento delle imposte e tasse pur essendo pienamente consapevole della propria situazione debitoria nei confronti dell'Erario, tanto da aver presentato una richiesta di rateizzazione all'Agenzia per le Entrate.



 

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