Tribunale di Catanzaro, Sez. II, 23.05.2012

Per nessuna ragione i motivi di risentimento provati da un genitore nei confronti dell'altro, da ricercarsi, esemplificativamente, nelle ragioni della separazione o nel comportamento tenuto successivamente ad essa, possono assurgere a giustificazione di comportamenti aggressivi o di ritorsione in qualunque modo incidenti sul sereno sviluppo psicofisico dei minori 'contesi' né limitare il diritto alla bigenitorialità di questi ultimi e del genitore non collocatario. Le pretese di natura economica, infatti, se portate a conoscenza dell'altro genitore e da questi respinte possono essere guadagnate con l'ausilio della mediazione o ricorrendo al giudice sulla base di un compendio probatorio tale da far ritenere la necessità di un aumento, ma mai attraverso la strumentalizzazione del diritto di visita. Il genitore che, ad esempio, si trinceri dietro la volontà ed i capricci dei minori a sé affidati per negare all'altro la possibilità di vederli (assecondando le scuse di questi ultimi o adducendo pretesti) rivela una certa immaturità (sanzionabile) nell'esercizio della potestà genitoriale, la quale invece si esalta e conferisce ad un adulto la qualità di genitore nel superamento dei personali motivi di rancore, nella promozione dell'attaccamento dei figli all'altro genitore e nel filtraggio degli ordinari e comprensibili fraintendimenti sorgenti in una coppia genitoriale non più unita.



 

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