Tribunale di Bologna, Sez. II, 23.05.2012

L'obbligo informativo incombente in capo all'intermediario non può ritenersi assolto mediante la consegna del documento informativo generale sui rischi connessi alle operazioni sui mercati finanziari e la richiesta di informazioni particolareggiate agli investitori che abbiano rifiutato di fornire informazioni. In merito al primo elemento deve, invero, rilevarsi che trattasi di informativa preliminare, avente ad oggetto in generale il funzionamento del mercato finanziario, pertanto non idonea a garantire quella conoscenza concreta ed effettiva del titolo negoziato che l'intermediario deve assicurare in modo da rendere il cliente capace di tutelare il proprio interesse e di assumere consapevolmente i rischi dello specifico investimento. Il dovere di informazione, quale obbligo di condotta imposto ex lege all'intermediario, rappresenta lo strumento volto a garantire, con la protezione immediata dell'investitore, l'efficienza del mercato. La diligenza dell'intermediario viene, pertanto, rispetto ai normali canoni contrattuali, costretta entro vincoli di comportamento normativamente rigidi, volti a restituire piena consapevolezza, in capo all'investitore, del significato dell'operazione posta in essere, ovvero delle ragioni che ne sconsigliano il compimento. Gli obblighi suddetti, inoltre, non vengono meno nemmeno in presenza del semplice rifiuto del cliente a fornire informazioni, in quanto l'opposto rifiuto deve indurre l'intermediario ad un giudizio di assoluta prudenza, proprio in mancanza di ogni informazione relativa al grado di esperienza e consapevolezza di strumenti finanziari dei medesimi.



 

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