Tribunale di Bologna, 23.05.2012

La condotta di quanti dichiarino al notaio, pubblico ufficiale incaricato della stipula di un contratto di compravendita immobiliare, un valore dell'immobile difforme da quello reale, non integra la fattispecie incriminatrice ex art. 483 c.p. Il reato ivi contemplato è, invero, configurabile solo qualora il privato attesti falsamente al pubblico ufficiale fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità, e dunque qualora una specifica norma giuridica extrapenale attribuisca all'atto la funzione di provare i fatti attestati dal privato al pubblico ufficiale, circostanza questa non rinvenibile nella descritta ipotesi, in quanto il contratto di compravendita immobiliare ha la funzione tipica di trasferire un bene da un soggetto ad un altro, previa corresponsione del prezzo, ma non anche quella di attestare la verità delle dichiarazioni dei contraenti.



 

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