Tribunale di Palermo, Sez. III, 24.05.2012

Il mediatore è tenuto a comunicare alla parti le circostanze a lui note circa la valutazione e la sicurezza dell'affare, suscettibili di influire sulla sua conclusione, tale che pur non essendo tenuto a svolgere, nell'adempimento della sua prestazione, specifiche indagini di natura tecnico-giuridica, è, in ogni caso, tenuto ad un obbligo di corretta informazione secondo il criterio della media diligenza professionale, il quale comprende, in positivo, l'obbligo di comunicare alle parti le circostanze a lui note o comunque da lui conoscibili con la comune diligenza, nonché in negativo, il divieto di fornire non solo informazioni non veritiere, ma anche informazioni su circostanze delle quali non abbia consapevolezza e che non abbia controllato, poiché il dovere di correttezza e quello di diligenza gli imporrebbero di astenersi dal darle. In difetto di tali adempimenti può legittimamente configurarsi a carico del mediatore una responsabilità per i danni sofferti per l'effetto di tale sua condotta dal cliente.



 

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