Tribunale di Salerno, Sez. III, 24.05.2012

Dal coordinamento tra l'art. 76, D.P.R. n. 602/1973, ai sensi del quale l'agente della riscossione può procedere all'espropriazione immobiliare se l'ammontare complessivo del credito supera gli ottomila euro (comma 1) e non deve procedere se il valore del bene, determinato a norma del successivo art. 79 e diminuito delle passività ipotecarie aventi priorità sul credito da azionare, è inferiore al predetto importo minimo (comma 2), e l'art. 77, comma 2, del medesimo corpus normativo, secondo cui, se la complessiva entità del credito esattoriale non supera il cinque per cento del valore dell'immobile da sottoporre ad espropriazione per come -determinato a norma dell'art. 79. l'agente della riscossione, prima di procedere all'esecuzione, deve iscrivere ipoteca e, solo al decorso di sei mesi da tale momento senza che il debito sia stato estinto, può procedere all'espropriazione forzata, deriva che anche la garanzia ipotecaria e non la sola azione esecutiva immobiliare è condizionata dalla sussistenza di un credito non inferiore alla soglia prestabilita dal legislatore, non avendo alcun senso consentire l'iscrizione del vincolo ipotecario per un credito per il quale non è possibile introdurre il procedimento previsto dagli artt. 78 e segg. D.P.R. n. 602/1973.



 

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