Tribunale di Napoli, Sez. XI, 30.05.2012

Diversamente da quanto accade per l'illecito di cui all'art. 2043, c.c., - in cui la parte danneggiata ha l'onere di provare non solo l'esistenza di un danno ingiusto e il nesso di causalità, ma anche dall'imputabilità soggettiva dell'evento a dolo o a colpa del danneggiante -, la responsabilità disciplinata dall'art. 2051, c.c. ha carattere oggettivo: il danneggiato, per ottenere il risarcimento del danno dal custode, deve semplicemente dimostrare l'esistenza del pregiudizio lamentato e la sua derivazione causale dall'anomalo stato in cui versa il bene custodito. Sarà a questo punto il custode, per andare esente da responsabilità, a dover dimostrare che il danno reclamato è derivato da caso fortuito, ossia da una causa sopravvenuta - suscettibile di essere rappresentata anche dalla condotta dello stesso danneggiato o di un terzo - che sia da sola sufficiente a cagionare l'evento recidendo il nesso causale tra lo stesso e la cosa custodita.



 

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