Tribunale di Vicenza, Sez. II, 04.06.2012

In materia di misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia, la L. 9 gennaio 2004, n. 6, ha configurato l'interdizione come un istituto di carattere residuale, perseguendo l'obbiettivo della minor limitazione possibile della capacità di agire, attraverso l'assunzione di provvedimenti di sostegno temporaneo o permanente. Ne discende la necessità, prima di pronunziare l'interdizione, di valutare l'eventuale conformità dell'amministrazione di sostegno alle esigenze del destinatario, alla stregua della peculiare flessibilità del nuovo istituto, della complessiva condizione psico-fisica del soggetto e di tutte le circostanze caratterizzanti il caso di specie. Non costituisce invece condizione necessaria all'applicazione di tale misura la circostanza che il beneficiario abbia chiesto, o quantomeno accettato, il sostegno ovvero abbia indicato la persona da nominare o i bisogni concreti da soddisfare.



 

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