Tribunale di Cassino, Sez. lavoro, 06.06.2012

La violazione datoriale delle garanzie procedurali di cui all'art. 1, commi settimo ed ottavo, della legge n. 223 del 1991 comporta la illegittimità del decreto di concessione della integrazione salariale, nonché dei singoli provvedimenti di collocazione in cassa integrazione guadagni straordinaria dei lavoratori. Le suddette violazioni, lungi dal configurare una mera condotta antisindacale, ai sensi dell'art. 28 della legge n. 300 del 1970 (Statuto dei Lavoratori) legittimano pienamente il lavoratore ad agire in proprio per far valere la illegittimità della condotta datoriale. È pacifico, invero, che il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nella procedura è finalizzato, oltre che alla tutela di interessi pubblici e collettivi, anche alla tutela degli interessi dei singoli prestatori, i quali, pertanto, sono legittimanti ad agire per far valere le suddette violazioni. Disapplicato, dunque, il decreto ministeriale di ammissione del datore di lavoro al beneficio, nonché i singoli provvedimenti di sospensione in cassa, il lavoratore ha piena legittimazione e concreto interesse a chiedere la condanna ad pagamento delle differenze retributive per tutti i giorni di sospensione, anche nel caso in cui il lavoratore abbia di fatto ruotato, proprio perché la disapplicazione dei suddetti provvedimento determina il venir meno della sospensione dell'obbligo retributivo.



 

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