Tribunale di Milano, Sez. II, 07.06.2012

Al leasing c.d. traslativo, risolto anteriormente alla dichiarazione di fallimento dell'utilizzatore con conseguente restituzione del bene, è applicabile la disciplina prevista dall'art. 1526, secondo comma, c.c., per la vendita con riserva di proprietà, secondo cui, qualora sia convenuto che le rate pagate restino acquisite al venditore a titolo di indennità, il giudice può ridurre l'indennità convenuta, tenendo conto, in caso di restituzione delle rate riscosse non solo dall'uso della cosa comprensivo della remunerazione del godimento del bene, ma anche dal deprezzamento conseguente alla sua incommerciabilità come nuovo, nonché del logoramento per l'uso e, data la natura finanziaria del contratto di leasing nella valutazione del costo della risoluzione anticipata, considerando anche il costo derivante dall'immobilizzazione del capitale impiegato per l'acquisto del bene e, quindi e quello del suo reimpiego.



 

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