Tribunale di Bari, Sez. II, 08.06.2012

Se è innegabile la sussistenza del diritto al risarcimento del danno non patrimoniale patito dai prossimi congiunti di persona resa invalida dall'altrui illecito, è altrettanto vero che la mera allegazione della qualità parentale, non supportata da nessun dato circostanziale idoneo ad illustrare in concreto il tipo di rapporto familiare effettivamente corrente al momento del verificarsi dell'evento dannoso, preclude ogni apprezzamento, anche di tipo presuntivo, sul verificarsi, prima ancora che sull'ammontare del danno risarcibile. Ed infatti, occorre considerare e valutare la natura e l'intensità del legame tra vittima primaria e vittime secondarie nonché la quantità e la qualità dell'alterazione della vita familiare, onde pervenire ad una riparazione per equivalente monetario che, quand'anche equitativamente liquidata, non risulti disancorata del tutto dall'effettività del pregiudizio.



 

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