Tribunale di Milano, Sez. VII, 12.06.2012

In ordine al contratto di appalto, il committente, ai sensi dell'art. 1668 c.c., ha la possibilità di domandare la risoluzione del contratto soltanto nel caso in cui i difetti dell'opera siano tali da renderla del tutto inadatta alla sua funzione: viceversa, negli altri casi può agire con le alternative azioni di eliminazione dei vizi o di riduzione del prezzo, fermo restando il mantenimento del contratto. Qualora il committente abbia domandato il risarcimento del danno in correlazione con la domanda di risoluzione ed i difetti non siano risultati tali da giustificare lo scioglimento del contratto, la domanda di risarcimento non può essere accolta, non sussistendo le circostanze poste a base della pretesa azionata, che evidentemente presuppone la stessa causa petendi che è alla base della domanda di risoluzione.



 

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