Tribunale di Genova, Sez. II, 13.06.2012

Il reato di omessa esibizione dei documenti contestato a carico degli stranieri extracomunitari non può più ritenersi sussistente in seguito alla novella apportata dalla legge n. 94 del 2009 al testo dell'art. 6, comma terzo, D.Lgs. n. 286 del 1998 (T.U. immigrazione) nella parte in cui ha sostituito alla disgiunzione "o" la congiunzione "e" delimitando così la portata applicativa della norma in questione ai soli stranieri regolari, che, in quanto tali, siano in grado di esibire, a richiesta degli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza, sia il passaporto che il permesso di soggiorno. Il dato lessicale, cioè l'uso della congiunzione "e" in luogo della disgiunzione "o", appare assolutamente inequivoca nei suoi effetti prescrittivi, tale che, nel descritto conteso, in tanto il precetto penale è esigibile dallo straniero, in quanto egli sia giuridicamente in possesso di entrambi i documenti richiesti, attestanti la identità e la regolare presenza nel territorio dello Stato. Discende da quanto innanzi la logica inesigibilità del precetto nei confronti dello straniero irregolare, privo per definizione del permesso di soggiorno.



 

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