Tribunale di Monza, 14.06.2012

In merito all'imputazione per i reati di lesioni personali, percosse ed ingiuria, è infondato l'appello esperito ai fini della riforma della sentenza di prime cure che aveva assolto entrambi gli imputati dal reato di ingiuria, per essersi scambiati offese reciproche non punibili e condannato l'appellante per il reato di lesioni personali e percosse, ritenendo la tesi da questi riferita maggiormente attendibile ai fini della ricostruzione dei fatti. Invero, ritenuto che il fatto per cui è causa non ha avuto testimoni che possano dirsi terzi ed indifferenti, ne consegue che le uniche voci processuali con le quali ci si deve confrontare sono quelle dei diretti protagonisti della vicenda per cui, nel caso di specie, occorre dar maggior credito alla narrazione dei fatti riportata dalla vittima ove appaia maggiormente credibile, rispetto alla tesi della legittima difesa dell'imputato, anche in virtù delle certificazioni mediche prodotte, compatibili con le lesioni subite.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive