Tribunale di Genova, Sez. II, 14.06.2012

Il presupposto dell'esistenza di un rapporto di prestazione d'opera professionale, la cui prestazione sia alla base della responsabilità professionale, è l'avvenuto conferimento del relativo incarico in qualsiasi forma, purché idonea a manifestare chiaramente ed inequivocabilmente la volontà del cliente di avvalersi della sua attività e della sua opera. Ne deriva che, accertata la prestazione d'opera professione, per i danni causati dall'espletamento dell'attività professionale, la responsabilità deve valutarsi alla stregua dei doveri inerenti lo svolgimento di tale attività ed in particolare del dovere di diligenza che, a norma dell'art. 1176 c.c., deve adeguarsi alla natura dell'attività esercitata. Quindi il professionista risponde verso il cliente secondo i principi che regolano la responsabilità contrattuale anche per colpa lieve mentre, per i casi eccezionali, che implicano la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà, tale responsabilità è attenuata, restando limitata alle ipotesi di colpa grave.



 

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