Tribunale di Milano, 18.06.2012

Il requisito oggettivo ai fini dell'esperibilità dell'azione non coincide con il venir meno delle garanzie patrimoniali del debitore essendo invece integrato anche dalla semplice maggiore difficoltà del creditore di soddisfare il proprio diritto. Ne deriva che il creditore può essere pregiudicato non solo quando il patrimonio del debitore diventa incapiente ma anche nell'ipotesi in cui il creditore, a seguito dell'atto di disposizione posto in essere dal debitore, sia costretto ad intraprendere procedure maggiormente dispendiose, aleatorie o lunghe, ovvero quando sussista un pericolo di danno derivante dall'atto di disposizione e che abbia comportato una modifica della situazione patrimoniale del debitore tale da rendere incerta l'esecuzione coattiva del debito o da comprometterne la fruttuosità. Quanto al profilo soggettivo, è sufficiente la mera consapevolezza del convenuto, di arrecare pregiudizio agli interessi del creditore e la prova può essere fornita anche tramite presunzioni senza che rilevino l'intenzione del debitore di ledere la garanzia patrimoniale generica del creditore e la conoscenza o partecipazione del terzo, avendo la donazione natura di atto a titolo gratuito.



 

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