Tribunale di Roma, Sez. V, 19.06.2012

ll sindacato dell'Autorità giudiziaria sulle delibere delle assemblee condominiali non può estendersi alla valutazione del merito ed al controllo del potere discrezionale che l'assemblea esercita quale organo sovrano della volontà dei condomini, ma deve limitarsi al riscontro della legittimità che, oltre ad avere riguardo alle norme di legge o del regolamento condominiale, deve comprendere anche l'eccesso di potere, ravvisabile quando la decisione sia deviata dal suo modo di essere, perché in tal caso il giudice non controlla l'opportunità o la convenienza della soluzione adottata dalla delibera impugnata, ma deve stabilire solo che essa sia o meno il risultato del legittimo esercizio del potere discrezionale dell'organo deliberante. In sostanza, non è sufficiente a concretare la fattispecie dell'eccesso di potere la mera opinabilità delle decisioni dell'assemblea, ma occorre la prova che, attraverso la delibera, l'organo gestorio abbia inteso realizzare finalità estranee agli interessi del condominio, o abbia posto in essere una situazione di pregiudizio per la collettività o di abuso ai danni della minoranza.



 

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