Tribunale di Campobasso, 21.06.2012

Le obbligazioni inerenti all'esercizio di un'attività professionale, quale quella notarile, sono, normalmente, obbligazioni di mezzi e non di risultato. Di talché, l'inadempimento del professionista alla propria obbligazione non può essere desunto, ipso facto, dal mancato raggiungimento del risultato utile avuto di mira dal cliente, dovendo essere valutato alla stregua dei doveri inerenti lo svolgimento dell'attività professionale ed, in particolare, del dovere di diligenza, per il quale trova applicazione, in luogo del tradizionale criterio della diligenza del buon padre di famiglia, il parametro della diligenza professionale di cui all'art. 1176, comma 2, c.c.. Ne deriva che i danni derivanti da eventuali omissioni da parte del professionista sono ravvisabili solo ove si accerti, in base a dei criteri necessariamente probabilistici che, senza quelle omissioni, il risultato auspicato dal cliente sarebbe stato conseguito.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive