Tribunale di Reggio Emilia, 22.06.2012

L'art. 2645 ter c.c. – che è norma "sugli effetti" e non "sugli atti" – riguarda esclusivamente gli effetti, complementari rispetto a quelli traslativi ed obbligatori, delle singole figure negoziali a cui accede il vincolo di destinazione e non consente la configurazione di un "negozio destinatorio puro", cioè di una nuova figura negoziale atipica imperniata sulla causa destinatoria; pertanto è inammissibile il c.d. «vincolo di destinazione autoimposto» in cui l'effetto destinatorio sia collegato ad un atto privo di effetti. (Nella specie, i coniugi premettendo di contribuire in maniera rilevante al mantenimento dei nipoti hanno individuato, quale condizione della separazione, la destinazione di un immobile e dei frutti di questo al mantenimento dei nipoti minorenni con conseguente imposizione del vincolo di destinazione sopra citato sulla quota di proprietà di ciascuno riguardante l'immobile, senza in alcun modo operare alcun trasferimento della proprietà immobiliare).



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive