Tribunale di Milano, Sez. I, 26.06.2012

Il riconoscimento dello status di rifugiato e della protezione internazionale dello straniero presuppone che venga dimostrato, con sufficiente attendibilità, quantomeno il fondato timore del richiedente di essere perseguitato nel proprio Paese, attraverso l'esposizione personale della propria vicenda senza contraddizioni. Ai fini dell'accoglimento della richiesta è necessario che la narrazione risulti compatibile con la situazione generale del Paese d'origine e gli atti di persecuzione siano sufficientemente gravi per la loro natura e frequenza tanto da rappresentare una violazione grave dei diritti umani. In sostanza deve trattarsi di atti persecutori o rischi gravi che riguardano direttamente il richiedente non potendo farsi riferimento al solo contesto nazionale del paese di provenienza.



 

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