Tribunale di Tivoli, 27.06.2012

Il Tribunale solleva d'ufficio questione di legittimità costituzionale dell'art. 5, D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, attuazione dell'art. 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali (Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 2010) con riferimento agli articoli 11, 24, 111, 117 della Costituzione nonchè degli articoli 6 e 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e degli articoli 47, 52 e 53 della Carte dei diritti fondamentali dell'Unione europea, nella parte in cui viola il principio di non incertezza del diritto ("defaut de securite' juridique") non prevedendo una formulazione della normativa che di comprensione univoca e chiara del proprio significato. Il principio implica che chi è sottoposto ad una normativa debba sapere cosa è permesso e cosa no, cosa è obbligatorio e cosa non lo è, in base a norme chiare e di costante applicazione. Solo in tal modo è rispettata l'aspettativa in un diritto certo ed univoco, senza quale si perde il concetto stesso di diritto inteso quale regola generale da seguire. In sostanza la norma perde la sua stessa ragion d'essere. Detto in altre parole, l'affermazione del principio di non incertezza del diritto risponde alla esigenza di far fronte alla crescente complessità del diritto, di fronte alla quale la certezza giuridica appare come un baluardo al quale appigliarsi per mantenere una unità e, in definitiva, il senso ultimo della regola giuridica, idoneo ad evitare l'arbitrio.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive