Tribunale di L'Aquila, Sez. lavoro, 27.06.2012

Le modifiche degli artt. 399, 400 e 401 del D.Lgs. n. 297/1994, introdotte dall'art. 1 della legge n. 124/1999, e la previsione di graduatorie permanenti per l'assunzione sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato (supplenze) del personale docente e del personale Ata nella scuola pubblica, hanno costruito un sistema di reclutamento distinto da quello generale previsto per le pubbliche amministrazioni dagli artt. 35 e 36 del D.Lgs. n. 165/2001, la cui specialità è salvaguardata dall'art. 70, comma 8, dello stesso TUPI. In conseguenza, non si pone né un problema di violazione delle procedure concorsuali né di applicazione del D.Lgs. n. 368/2001, come confermato anche dall'art. 1 del d.l. n. 134/2009 e dall'art. 9, comma 18, D.L. n. 79/2011. Tuttavia, ciò non significa che, in assenza ultradecennale di periodiche procedure concorsuali, il rinnovo dei contratti stipulati nel settore scolastico ai sensi dell'art. 4, commi 1 e 2, legge n. 124/1999 sia da ritenersi legittimo perché la norma contrasta con la nozione di ragioni oggettive di carattere temporaneo e non permanente della clausola 5, n. 1, lett. a), dell'accordo quadro comunitario sul contratto a tempo determinato, nella costante interpretazione della Corte di Giustizia. In conseguenza, una lettura costituzionalmente orientata (art. 117, comma 1, Cost.) della normativa interna impone di individuare un parametro equitativo adeguato per punire l'abusivo ricorso ai contratti a termine da parte delle pubbliche amministrazioni scolastiche, nella misura di venti mensilità di retribuzione, applicando il combinato disposto dei commi 4 e 5 dell'art. 18 della legge n. 300/1970 (Statuto dei lavoratori).



 

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