Tribunale di Varese, 28.06.2012

E' rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 81-bis disp.att.c.p.c., come modificato dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, di conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 13 agosto 2011, n. 138 (art. 1-ter), per violazione dell'art. 3 Cost. e dell'art. 111 Cost. nella parte in cui prevede che il giudice "FISSA" il calendario del processo, così sancendone l'obbligatorietà in ogni caso, producendo effetti irragionevoli sulla gestione del singolo processo, in concreto, tenuto conto dei carichi di lavoro dei Tribunali Italiani. In particolare, per gli effetti concreti della norma, essa viola il principio di ragionevolezza: la disposizione non è in sintonia con la finalità che la ispira, con la sua ratio, e non si può quindi negare che essa non sia espressione di razionalità, emergendo un evidente difetto di coerenza tra il contenuto della norma e la finalità perseguita attraverso la sua previsione.



 

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