Tribunale di Novara, 29.06.2012

La relazione del professionista di cui all'art. 161, terzo comma, R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare), assume per quanto attiene al requisito dell'attestazione di veridicità dei dati aziendali il carattere di documento rappresentativo non di fatti, ma di un vero e proprio giudizio il quale riveste a sua volta ruolo propedeutico e strumentale rispetto alla successiva prognosi di fattibilità del piano. In particolare, i dati aziendali sono veridici se risultano idonei a rappresentare l'effettiva situazione patrimoniale, economica e finanziaria, analiticamente esposta, della società, cosicché possa ritenersi che i beni e le attività aziendali, correttamente valutati, siano effettivamente idonei a soddisfare i creditori concorrenti nelle percentuali proposte. Di conseguenza, il professionista deve procedere ad una serie di controlli e verifiche il cui oggetto non può essere limitato ai soli elementi dell'attivo del piano concordatario, ma deve estendersi al riesame del passivo, in forma di controllo incrociato delle esposizioni debitorie, attraverso il riscontro della documentazione contabile di appoggio della debitrice con i documenti provenienti dagli stessi creditori e deve altresì considerare la presenza nel piano di una valutazione prudenziale in ordine all'insorgenza di ulteriori passività e l'effettuazione dei relativi accantonamenti, redigendo una relazione che consenta la ricostruzione dell'iter logico posto a base delle sue valutazioni, dando conto dei riscontri e della documentazione esaminata, nonché della metodologia seguita nei controlli effettuati.



 

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