Tribunale di Perugia, 30.06.2012

La previsione di una penale per il recesso ante tempus dell'agente non determina la nullità del patto. Tale pattuizione, invero, qualora non incide sul preavviso, che rimane identico per l'agente e per il preponente, non costituisce violazione della previsione di cui all'art. 1750 c.c., né può intendersi tale da determinare una frode alla legge squilibrando le posizioni delle parti in tema di recesso. La richiamata norma, invero, impone la parità delle parti sono in ordine alla durata del preavviso, sicché non può ritenersi che le parti abbiano tentato di conseguire il risultato vietato dalla legge per mezzo della richiamata pattuizione, la cui causa resta lecita, poiché rientra tra gli interessi del mandante quello relativo alla conservazione nel tempo della forza vendite e fra quelli dell'agente percepire un compenso a fronte del proprio impegno a rimanere per un certo tempo in tale forza.



 

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