Tribunale di Bari, Sez. II, 04.07.2012

In seno al contratto di agenzia, ai fini dell'accoglimento della domanda di pagamento delle provvigioni maturate in favore dell'agente, è necessario che siano indicati in maniera idonea e sufficiente a consentirne l'identificazione, i contratti che l'agente assume siano stati conclusi per il suo tramite, non potendosi considerare assolto l'onere probatorio dalla mera produzione degli ordini raccolti. Ai sensi dell'art. 1749 c.c., infatti, il diritto dell'agente alla provvigione per la conclusione degli affari che non abbiano avuto esecuzione per causa imputabile al preponente, presuppone l'effettiva conclusione del contratto. Ne deriva che non sussiste il diritto alla provvigione nel caso in cui la proposta dell'agente non sia stata seguita dall'accettazione del preponente il quale, nell'esercizio della libertà di impresa, non è vincolato dall'attività dall'agente e può legittimamente rifiutare le proposte salvo che tale rifiuto sia pregiudiziale e sistematico.



 

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