Tribunale di Trento, 06.07.2012

In tema di danni da cose in custodia, il comportamento del custode è estraneo alla struttura della fattispecie ed il fondamento della responsabilità è costituito dal rischio che grava sul custode per i danni prodotti dalla cosa che non dipendano da caso fortuito. Il giudizio sull'autonoma idoneità causale del fattore esterno, estraneo alla cosa, va adeguato alla natura della cosa medesima ed alla sua pericolosità, nel senso che quanto più la situazione di possibile pericolo è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l'adozione delle normali cautele da parte dello stesso danneggiato, tanto più incidente deve considerarsi l'efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo (costituente fattore esterno) nel dinamismo causale del danno, fino ad interrompere il nesso eziologico tra cosa e danno e ad escludere dunque la responsabilità del custode.



 

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