Tribunale di Taranto, Sez. I, 06.07.2012

In ipotesi di condanna del prevenuto in ordine al reato di cui all'art. 73, D.P.R. n. 309 del 1990 (T. U. stupefacenti), è legittima la concessione della sospensione condizionale della pena seppur negato il beneficio della non menzione della condanna. I suddetti benefici, invero, pur presentando elementi comuni, sono, tuttavia, distinti e diversi in quanto la sospensione condizionale della pena ha l'obiettivo di sottrarre alla pena i colpevoli che presentino probabilità di ravvedimento e di costituire, attraverso la possibilità della revoca del beneficio, una efficace remora ad ulteriori violazioni della legge penale, mentre la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale persegue lo scopo di favorire il ravvedimento del condannato mediante la eliminazione della particolare conseguenza negativa del reato, quale è quella della pubblicità.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive