Tribunale di Genova, 06.07.2012

Va assolto per insussistenza del fatto, l'imputato del reato p. e p. dall'art. 479 c.p. perché, nella sua qualità di l.r. della ditta esercente attività di smaltimento rifiuti speciali non pericolosi, presentando presso gli uffici della Dogana documentazione in cui attestava falsamente l'esportazione di carta o cartone da riciclare, induceva in errore il p.u. della Dogana che redigeva bollette doganali nelle quali attestava falsamente la natura della merce da esportare accertandosi, in sede di verifica, che in realtà si trattava di mistura di carta, cartone e plastica, dunque di rifiuti. Nel caso di specie risultano rispettate dal prevenuto tutte le condizioni in base alle quali il rifiuto cessa di essere tale e si sostituisce alle materie prime vergini e che possono così sintetizzarsi: i rifiuti devono essere sottoposti ad un'attività di recupero, i materiali ottenuti a seguito del recupero devono essere conformi alla normativa tecnica di qualità ed essere destinati effettivamente al commercio con utile economico.



 

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