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ARGOMENTO: Giudizio di ottemperanza

Giudizio di ottemperanza 4 Anni 1 Mese fa #969

  • Marco R.
  • Avatar di Marco R.
Salve sono un praticante avvocato di Catania.

Vorrei avere certezza di un dato:
prima di iniziare il giudizio di ottemperanza, fra le altre cose, devo verificare che siano trascorsi 120 giorni dalla notifica della sentenza o del decreto ingiuntivo.
Il mio dubbio è il seguente: tale termine di 120 giorni (termine processuale-dilatorio) è soggetto alla sospensione feriale? Come si argomenta la risposta positiva e/o negativa?

Vi ringrazio anticipatamente.

Marco Ricca
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Giudizio di ottemperanza 4 Anni 1 Mese fa #970

  • Rugge
  • Avatar di Rugge
Premetto che l'amministrativo non è non sarà mai il mio campo (bella premessa per risponderti eh?).
D'impatto ti avrei risposto che non essendo un termine propriamente processuale ed essendo dilatorio all'esecuzione la sospensione feriale non si applica. Poi cercando velocemente qualcosa a conferma trovo questa sentenza (T.A.R. Calabria Reggio Calabria Sez. I, Sent., 06-05-2010, n. 486) che invece sembra dire il contrario (ho messo in neretto la parte in questione):

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria

Sezione Staccata di Reggio Calabria

ha pronunciato la presente

SENTENZA

Sul ricorso numero di registro generale 746 del 2009, proposto da:

R. S.p.A., rappresentato e difeso dagli avv. Mario Plutino, Stefano Bernasconi, con domicilio eletto presso Mario Antonio Plutino Avv in Reggio Calabria, via Sbarre C.Li,Trav. Vitetta 24;

contro

Asp - Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria;

per l'ottemperanza

al decreto ingiuntivo nr. 280/09 emesso dal Tribunale di Reggio Calabria per il pagamento dell'importo complessivo di Euro 763.159,44 in linea capitale, oltre agli interessi nella misura prevista dal Dlgs 231/02 sino al saldo, oltre alle spese della procedura monitoria.

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 21 aprile 2010 il dott. Salvatore Gatto Costantino e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

La società ricorrente espone di aver ottenuto il decreto ingiuntivo in oggetto, con il quale è stato ordinato all'ASP di corrispondere le somme meglio ivi quantificate.

Il decreto ingiuntivo veniva notificato il 16 marzo 2009, non veniva opposto ed è stato munito della clausola di esecutorietà con decreto del 16 giugno 2009, mentre la formula esecutiva è stata apposta dal cancelliere il 26 giugno 2009.

Il decreto ingiuntivo veniva così nuovamente notificato all'ASP in data 16 luglio 2009, rimanendo ancora una volta senza esito.

La società ricorrente provvedeva, quindi, a notificare all'ASP il formale atto di diffida previsto dall'art. 90 e dall'art. 91 del RD 642/1907, in data 21 settembre 2009.

L'ASP provvedeva ad un parziale pagamento, per un importo pari ad euro 8.043,22 rimanendo quindi debitrice della maggior somma di euro 755.116,22.

Non essendo stato saldato il debito, la società ricorrente ha dunque richiesto il giudizio per ottemperanza con l'odierno atto, notificato il 26.11.2009.

Alla camera di consiglio del 21 aprile 2010 la causa è stata trattenuta in decisione.

Il ricorso è fondato e come tale va accolto.

Si deve osservare, in fatto, che il ricorso è stato notificato all'ASP il 26 novembre 2009, e quindi prima del decorso di 120 giorni dalla notificazione del decreto ingiuntivo munito di formula esecutiva, avvenuta, a sua volta, il 16 luglio 2009 (tenendo presente la sospensione feriale dei termini).


Va dunque esaminata la questione dell'applicabilità al giudizio di ottemperanza dell'art. 14 del d.l. n. 669/1996 (nella formulazione risultante dalle modificazioni ed integrazioni derivanti dall'art. 147, l. n. 388/2000, e dall'art. 44, d.l. n. 269/2003, convertito nella l. n. 326/2003), secondo cui in materia di pagamento di somme di danaro derivanti da provvedimenti giurisdizionali, il creditore dello Stato e degli Enti pubblici non può procedere in executivis se non dopo che siano trascorsi 120 giorni dalla notificazione in forma esecutiva della decisione passata in cosa giudicata, questione in ordine alla quale la giurisprudenza appare divisa (in favore dell'applicabilità, T.A.R. Lazio Roma, sez. III, 24 gennaio 2008, n. 531, T.A.R. Campania Salerno, sez. I, 12 gennaio 2009, n. 23; contra, v. T.A.R. Lazio Roma, sez. III, 17 novembre 2008, n. 10251, TAR Molise, 5.4.2002, n. 272, citate dalla ricorrente).

Tra i due diversi orientamenti, appare maggiormente condivisibile al Collegio quello che valorizza la differenza strutturale tra l'azione esecutiva contemplata dal menzionato art. 14 ed il giudizio di ottemperanza, negando l'applicabilità a quest'ultimo del termine dilatorio.

Infatti, la ratio di quest'ultima prescrizione, avente natura eccezionale rispetto al principio dell'obbligo di esecuzione di un giudicato (come tale non suscettibile di interpretazione estensiva), è quella di conciliare l'azione esecutiva con l'organizzazione della PA ed i suoi tempi, soprattutto per consentire a quest'ultima l'adeguamento delle previsioni contabili alla effettiva situazione di cassa che si viene a determinare in conseguenza dell'azione esecutiva, che si sostanzia in una materiale apprensione di somme presso la tesoreria dell'Ente pubblico, senza che vi corrisponda una effettiva attività di spesa imputabile a quest'ultimo.

Nel giudizio di ottemperanza, invece, l'effetto della decisione del giudice che accoglie il ricorso è tale da incidere nell'azione stessa dell'Amministrazione, regolandone lo svolgimento secondo diritto: si perviene così al pagamento, o comunque all'esecuzione del giudicato in senso lato, mediante una mera sostituzione soggettiva dell'Amministrazione, circostanza questa che fa rimanere ascrivibile, da un punto di vista strutturale, l'esecuzione stessa all'adempimento spontaneo.

Peraltro, i tempi tecnici del giudizio di ottemperanza, tra proposizione del ricorso, sentenza, termine ulteriore per eseguire prescritto in quest'ultima, nomina del commissario ad acta ed esecuzione vera e propria, sono certamente più lunghi del mero termine dilatorio di 120 giorni previsto dalla disposizione di cui all'art. 14 in esame; ed all'Amministrazione è data più di una opportunità per adempiere "spontaneamente" (la diffida di cui all'art. 90 e 91 del RD 642/1997; la proposizione stessa del ricorso; la notifica della sentenza; i termini per l'insediamento del commissario).

Si tratta, conclusivamente, di due ben diverse tipologie di istituti, chiaramente non assimilabili se non in relazione all'effetto sostanziale del conseguimento del bene della vita cui il creditore aspira, elemento quest'ultimo che, da solo, appare, per le ragioni esposte, del tutto insuscettibile di fondare una estensiva applicazione della disciplina esecutiva (e dunque processuale) di cui all'art. 14 del DL 669/1996.

Deve quindi essere dichiarato fondato il ricorso e, per l'effetto, va ordinato all'ASP di procedere al pagamento del residuo della maggior somma ingiunta con il DI in epigrafe, oltre agli accessori di legge.

A tale adempimento, l'ASP provvederà entro il termine di gg. 90 dalla comunicazione della presente sentenza, o sua notifica a cura di parte.

In difetto di puntuale e completa esecuzione nei termini prescritti, provvederà, in luogo dell'ASP, un funzionario designato dal sig. Prefetto di Reggio Calabria, il quale si insedierà se non perverrà notizia dell'avvenuto integrale pagamento nel termine indicato (che a tali fini andrà reso noto anche alla Prefettura, a cura dell'ASP) e provvederà in luogo dell'Amministrazione inadempiente entro i successivi 60 giorni.

Il commissario ad acta potrà adottare ogni atto, anche straordinario, di competenza dell'Amministrazione commissariata e gli uffici di quest'ultima hanno l'obbligo di prestargli la massima collaborazione; farà tuttavia salvi gli eventuali atti o adempimenti parziali che riscontrerà essere stati effettuati dopo il decorso del termine e fino al momento del suo insediamento, se utili allo scopo dell'esecuzione.

In caso di insediamento, gli oneri del commissario saranno liquidati con decreto collegiale motivato ai sensi del DPR 115/2002, a presentazione di parcella dopo l'avvenuto espletamento dell'incarico, e saranno a carico dell'ASP medesima.

Le spese del giudizio seguono la soccombenza e si liquidano in euro 1.000,00, oltre IVA, CPA ed importo della notifica e del contributo unificato.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria, Sezione staccata di Reggio Calabria, ACCOGLIE il ricorso e, per l'effetto, ORDINA all'ASP di Reggio Calabria, di dare esecuzione al giudicato in epigrafe, nei termini e con le modalità in parte motiva.

NOMINA per il caso di inesatta, mancata o non completa esecuzione, il commissario ad acta nella persona di un funzionario da designarsi da parte del sig. Prefetto di Reggio Calabria, il quale si insedierà e provvederà in luogo dell'Amministrazione inadempiente, nei termini e con le modalità di cui in parte motiva.

Condanna l'ASP di Reggio Calabria alle spese di lite che liquida in euro 1.000,00, oltre IVA, CPA ed importo della notifica e del contributo unificato ed oltre gli onorari del Commissario ad acta, se dovuti, i quali saranno liquidati dopo l'espletamento dell'incarico, a presentazione di parcella da parte dell'incaricato, secondo le procedure e con le prescrizioni di cui al DPR 115/2002.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa e manda alla Segreteria di comunicarne copia alle parti.

Così deciso in Reggio Calabria nella camera di consiglio del giorno 21 aprile 2010 con l'intervento dei Signori:

Giuseppe Caruso, Presidente FF

Caterina Criscenti, Consigliere

Salvatore Gatto Costantino, Referendario, Estensore
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Giudizio di ottemperanza 4 Anni 1 Mese fa #971

  • MarcoR86
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Innanzitutto ti ringrazio per la celerità nella risposta.
Il tuo contributo, nonostante - come da te ammesso - l'amministrativo non sia il tuo campo (e non sarà neanche il mio!), è stato utilissimo, perchè non solo nella sentenza si trova la risposta alla mia domanda, anche se non è argomentata, ma anche si affronta un ulteriore profilo - ovvero quello dell'applicabilità dell'art. 14 al giudizio di ottemperanza - che mi tornerà utile!

Ti ringrazio

Marco
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