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ARGOMENTO: Consenso informato

Consenso informato 6 Anni 1 Mese fa #72

  • Lucia M.
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Buona sera, una domanda a solo scopo informativo. Mio marito è stato recentemente operato di appendicite. L'intervento è andato bene anche se la sua permanenza in ospedale si è prolungata un pochino a causa di postumi ora sembra risolti legati all'anestesia. Nessuno aveva spiegato niente sull'anestesia in modo specifico a me o a lui direttamente, sul tipo di anestesia, rischi ecc. ecc. Mio marito mi dice che gli hanno solo fatto firmare un foglio, immagino il famoso consenso informato. Mi chiedo, visto che se ne sentono dire molte sui problemi dell'anestesia anche a distanza di tempo: adesso sembra che vada tutto bene. Se in futuro sorgessero complicazioni avrebbe valore il fatto che i medici non avevano spiegato nulla dell'operazione ma avevano solo fatto firmare un documento senza nemmeno spiegare cosa fosse? Posso richiedere la cartella clinica o questa la può richiedere solo l'autorità o un avvocato?
Grazie.
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Re: Consenso informato 6 Anni 1 Mese fa #73

  • Elita
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Salve.
Prima di tutto suo marito potrà chiedere copia della cartella clinica rivolgendosi all'ufficio addetto presso l'ospedale, facendo richiesta scritta accompagnata da documento d'identità valido.
In merito alla faccenda dell'anestesista, nel corso del tempo la giurisprudenza ha potuto enucleare una serie di requisiti essenziali costituenti il minimis dell’informazione corretta all’infuori del quale il consenso si intende viziato.
Tali requisiti sono stati individuati esaustivamente dalla Suprema Corte nella sentenza 15.1.97 n. 364 e sono:
· le informazioni che devono precedere il consenso non possono che provenire dallo stesso sanitario cui è richiesta la prestazione;
· il dovere di informazione concerne la portata dell’intervento;
· le inevitabili difficoltà, gli effetti conseguibili e gli eventuali rischi prevedibili e non gli esiti anomali al limite del fortuito;
· rischi specifici rispetto a determinate scelte alternative così da concedere al paziente la possibilità di scegliere tra diversi tipi di intervento.
Nella stessa sentenza si ribadisce l’importanza di rendere edotto il paziente non in modo generico ma specifico a seconda del particolare trattamento a cui si sottopone.
Se successivamente insorgessero delle complicazioni legate all'anestesia (dimostrando il vizio nella formazione del consenso), potrebbe aver diritto al risarcimento dei danni. (Ovviamente bisognerà considerare il caso nello specifico)
Ultima modifica: 6 Anni 1 Mese fa da Elita.
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Re: Consenso informato 6 Anni 1 Mese fa #75

  • studer
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Quoto da Wikipedia:
In Italia, qualunque trattamento sanitario, medico o infermieristico, necessita del preventivo consenso del paziente; è quindi il suo consenso informato che costituisce il fondamento della liceità dell'attività sanitaria, in assenza del quale l'attività stessa costituisce reato. Il fine della richiesta del consenso informato è dunque quello di promuovere l'autonomia dell'individuo nell'ambito delle decisioni mediche.
Il malato può decidere se vuole essere curato per una malattia e ha il diritto/dovere di conoscere tutte le informazioni disponibili sulla propria salute, chiedendo al medico ciò che non è chiaro; inoltre deve avere la possibilità di scegliere, in modo informato, se sottoporsi ad una determinata terapia o esame diagnostico. In qualsiasi caso il consenso informativo va allegato (pinzato) alla fattura per legge.
L'art. 32 della Costituzione italiana sancisce che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge, in sintonia con il principio fondamentale della inviolabilità della libertà personale (art. 13).
Principi simili sono validi anche in altre nazioni.
L'ordinamento giuridico italiano con la legge del 28 marzo 2001, n. 145 [1] ha ratificato la Convenzione sui diritti dell'uomo e sulla biomedicina, fatta a Oviedo il 4 aprile 1997 [2].
La convenzione di Oviedo dedica alla definizione del Consenso il Capitolo II (articoli da 5 a 9) in cui stabilisce come regola generale che:
"Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso." (art. 5)
La Convenzione di Oviedo stabilisce inoltre la necessità del consenso di un "rappresentante" del paziente nel caso in cui questo sia un minore o sia impedito ad esprimersi. Infine la Convenzione stabilisce che "I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione."
Una Direttiva Europea del dicembre 2009 rende il consenso informato obbligatoria per tutti i tipi di vaccinazione, per tutti i cittadini.
Il consenso informato ha valore legale di liberatoria per i medici e le aziende che producono il farmaco somministrato per le richieste di risarcimento per eventuali danni provocati alla salute del paziente dal trattamento sanitario. La liberatoria non ha valore e le richieste sono legittime per le informazioni che sono state omesse e non correttamente riportate.
Il consenso deve essere scritto nei casi in cui l’esame clinico o la terapia medica possano comportare gravi conseguenze per la salute e l’incolumità della persona. Se il consenso è rifiutato, il medico ha l’obbligo di non eseguire o di interrompere l’esame clinico o la terapia in questione. Il consenso scritto è anche obbligatorio, per legge quando si dona o si riceve sangue, si partecipa alla sperimentazione di un farmaco o negli accertamenti di un’infezione da HIV, trapianto del rene tra viventi, interruzione volontaria della gravidanza, rettificazione in materia di attribuzione di sesso e nella procreazione medicalmente assistita.
Negli altri casi, soprattutto quando è consolidato il rapporto di fiducia tra il medico e l’ammalato, il consenso può essere solo verbale ma deve essere espresso direttamente al medico. In ogni caso, il consenso informato dato dal malato deve essere attuale, deve cioè riguardare una situazione presente e non una futura (per questo, la legge non riconosce la validità dei testamenti biologici).
Il consenso può essere revocato in ogni momento dal paziente e, quindi, gli operatori sanitari devono assicurarsi che rimanga presente per tutta la durata del trattamento: se la cura considerata prevede più fasi diverse e separabili, la persona malata deve dare il suo consenso per ogni singola parte di cura.
Il consenso informato ad una determinata cura può essere espresso da un'altra persona solo se questa è stata delegata chiaramente dal malato stesso. Titolare del bene giuridico tutelato è il Paziente; se minore o incapace di intendere e di volere, il Legale rappresentante. Il consenso dei Parenti prossimi non ha alcun significato legale. In caso di minore, al Medico compete la decisione clinica che va adottata tenendo in conto l’opinione dei Genitori e, ove possibile, la volontà del soggetto. Nell'eventualità di urgenza e necessità, il dissenso dei Genitori non deve condizionare l’operato medico. Se vi è difformità fra la decisione del soggetto esercente la potestà (Genitore o Tutore) di rifiuto di cure e diritto alla vita dell’incapace, il Medico, non potendosi sostituire a lui, ha il dovere di informare il Giudice competente perché adotti i provvedimenti di urgenza e nel caso di impossibilità di suo intervento, dovrà agire sulla base dello stato di necessità o del consenso presumibile di quest’ultimo.
Se il malato è maggiorenne ma è incapace di decidere, è il tutore legale a dovere esprimere il consenso alla cura. Ma la persona interdetta ha diritto ad essere informata e di veder presa in considerazione la sua volontà.

Per quanto rigaurda il caso specifico del consenso informato per l'anestesia, allego un modello trovato su internet.
Allegati:
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Re: Consenso informato 6 Anni 4 Settimane fa #81

  • Lucia M.
  • Avatar di Lucia M.
Grazie per la vostra attenzione. Ho letto anche il consenso dell'ospedale di Crema che mi sembra molto completo, assolutamente nulla a che vedere con il modulo che hanno fatto firmare a mio marito. Ma quello che non ho capito, la firma del consenso informato è una specie di liberatoria nel senso che se poi fa storto qualcosa ma il paziente aveva firmato, anche in caso di errori dei medici, non si potrebbe fare nulla?
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